Se si commette l'errore di essere in vacanza o lontani da un PC nei giorni in cui vengono messe in vendita i nuovi titoli di alcune di queste collane, si rischia di dover ricorrere al "secondo mercato", rappresentato dalle esose aste di Ebay, oppure di star senza.
Negli ultimi tempi sono sotto i riflettori soprattutto tre case discografiche:
- Film Score Monthly, gestita da Lukas Kendall, con due collane parallele dedicate rispettivamente alla "Golden Age" ed alla "Silver Age", negli ultimi dieci anni ha permesso il recupero di molti capolavori, noti e meno noti (due titoli a caso: L'inferno di cristallo di John Williams e Tora! Tora! Tora! di Jerry Goldsmith), ma anche di scoprire autori a malapena conosciuti, come il notevole Bronislau Kaper, pressochè assenti dal panorama discografico. Ma più di tutto ci ha abituati ad un approfondimento capillare del rapporto tra musica e cinema. In ognuno dei suoi preziosi dischi, lo staff di FSM inserisce note dettagliatissime sulle fasi di realizzazione sia del film, sia della partitura, arricchendo la narrazione con aneddoti e stimolanti curiosità, senza contare la generosa abbondanza di fotografie d'archivio (www.filmscoremonthly.com);
- Intrada, di Douglass Fake, dopo oltre vent'anni di meritevole attività, ha introdotto due collane a tiratura limitata, la Special Edition, attenta in particolare alle ristampe "estese" di grandi opere del passato, meno di frequente al recupero di opere inedite, e la Signature Edition, destinata invece a proporre opere minori e misconosciute di compositori molto popolari nei nostri anni: sono andati a ruba i titoli di Christopher Young, Bruce Broughton e Mark McKenzie (www.intrada.com).
Sicuramente al top di questa breve lista si colloca però il celebre Club per collezionisti di colonne sonore, varato da:
- Varèse Sarabande; il Club Varèse dell'omonima e molto nota etichetta di Robert Townson aveva proposto una prima storica "ondata" di titoli limitati all'inizio degli anni '90, quando vennero realizzati alcuni inediti di Goldsmith e ristampati vinili ormai introvabili di Ròzsa e Poledouris. Dopo un lungo periodo di assenza dal mercato, all'inizio del decennio è stato reintrodotto il Club, che due volta all'anno (in primavera e in autunno), sforna cinque o sei dischi destinati ad essere spazzati via dal mercato nel giro di qualche giorno (in tempi recenti sono evaporati in un amen titoli come Predator di Alan Silvestri o Trappola di cristallo del compianto Michale Kamen; tra le uscite più prestigiose della collana non vanno dimenticati Fury in edizione doppio cd di John Williams e lo straordinario box set di 6 compact dedicato alla collaborazione tra Jerry Goldsmith e la 20th Century Fox).
Il panorama offerto dalle limited edition è tutt'ora in espansione.
Oltre ai titoli numerati messi in commercio dall'etichetta belga Prometheus (da molti mesi, peraltro, caduta in un preoccupante silenzio editoriale), ci sono marchi minori che si contendono faticosamente un loro posto al sole, come La-La Land records, che proprio di recente ha messo a segno un "colpaccio" niente male, producendo in doppio cd la partitura integrale di Godzilla di David Arnold, già esaurita, a poche settimane dalla sua uscita, e già diventata oggetto di collezionismo sfrenato.
La corsa al titolo raro da parte delle varie case discografiche sta diventando tuttavia un po' eccessiva, in qualche caso persino grottesca e logorante.
Da un lato vengono messe in circolazione opere di discutibile qualità, sorrette da una promozione spesso incongrua: la convinzione che tutto quello che è a tiratura limitata è anche meritevole d'acquisto va rivista al più presto. Proprio a questo proposito si nota una vistosa battuta d'arresto nelle proposte delle collane più prestigiose, per prime e soprattutto quelle del rinomato Varèse Club.
Mentre da un po' di tempo, con una martellante cadenza quindicinale, l'Intrada di Doug Fake sforna piccoli gioielli, come l'edizione integrale di Alien (vedi il post qui sotto) e di Bigfoot e i suoi amici di Bruce Broughton, oppure la prima edizione in cd di Monsignor di Williams, o inediti di valore come Getta la mamma dal treno e Malone, entrambe di David Newman, oppure Scuola di mostri, ancora di Broughton, la tornata novembrina dei titoli Varèse ha suscitato non poco disappunto negli affezionati, che attendevano con ansia la nuova uscita pre-natalizia, per tradizione foriera di strenne di grande interesse.
Nulla di questo, anzi. I nuovi titoli del Club Varèse si schierano essenzialmente dietro ad una riesecuzione della partitura integrale di Bernard Herrmann per Intrigo Internazionale di Hitchcock, diretta da Joel McNeely. Ottimo titolo, che completa (quasi) una raccolta iniziata molti anni fa con il pluridecorato cd di La donna che visse due volte. Peccato che i precedenti titoli della serie "Herrmann - Hitchcock" (e cioè Marnie, La congiura degli innocenti, Sipario strappato e Psycho), fossero editi nella collana ordinaria, a prezzo normale e a tiratura non limitata. Sembra che la Varèse di Townson sia rimasta priva di bottiglie d'annata, nelle sue cantine, se deve proporre nel Club non più un inedito di lusso, oppure una prima edizione mondiale, ma una semplice riesecuzione... Per carità, sarà anche di sofisticata finezza d'ascolto, avrà pure da offrire qualche manciata di battute mai sentite prima (non è cosa da poco, me ne rendo conto), ma si tratta pur sempre di un'opera che annovera già ben due edizioni discografiche precedenti (quella diretta da Laurie Johnson, acusticamente a prova di intenditore, per la Unicorn, e quella originale, pubblicata una decina d'anni fa dalla Rhino), senza contare le moltissime esecuzioni antologiche del notissimo brano dei Titoli.
Insomma, un titolo che fa venire l'acquolina in bocca a tutti, e mette in doverosa fibrillazione soprattutto gli estimatori di Herrmann, che proprio in questi giorni sono anche in ansiosa attesa di ricevere i due nuovi cd con le riesecuzioni di L'isola misteriosa e Fahrenheit 451 (ancora una volta edizioni limitate, ma di un'etichetta tutta nuova, che sorge dalle ceneri della Marco Polo... me ne occuperò prossimamente)...
Ma quanto a proposta da inserire nel Varèse Club, resta una cocente delusione...
E come se non bastasse in questi giorni si viene assaliti da una martellante serie di rumors su quelle che potrebbero essere le prossime uscite della Film Score Monthly... In particolare non si fa altro che parlare del fantomatico Blue BOX, ovvero un cofanetto di 8 cd, contenente opere che vengono annunciate come qualcosa di specialissimo e strepitoso, titoli che gli appassionati di musica da film agognano da tempo... Che diamine. Se ne parla da più di un anno... Che sia il caso di prepararsi, anche questa volta, a qualche devastante delusione? Speriamo di poterne riparlare tra un po' di tempo, con l'entusiasmo che si conviene ad un'edizione davvero all'altezza delle parole che ha già generato in tutti questi mesi.